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Quando vendere casa significa cambiare una vita

Pensi che vendere casa possa davvero cambiare la vita di qualcuno?

Penso di sì, perché ho avuto il privilegio di vedere i primi frutti di questo progetto.

Com'è nata questa idea?

Mi ero appena laureata in Scienze Politiche all’Università Cattolica di Milano e avevo concluso un breve stage in azienda. Quell’esperienza mi ha fatto capire che il lavoro d’ufficio, passato interamente davanti a uno schermo, non faceva per me: sentivo il forte desiderio di lavorare a contatto con le persone. Così, mentre cercavo di capire quale direzione dare al mio futuro professionale, mio padre – che gestisce un’agenzia immobiliare di famiglia da ormai 40 anni – mi ha proposto di mettermi alla prova, chiedendomi di gestire alcuni appuntamenti.

Dopo cosa è accaduto?

Il primo incontro è andato molto bene. Si è acceso qualcosa dentro di me. Finalmente avevo la possibilità di parlare con le persone. Può sembrare una cosa banale, ma era molto vivo in me il desiderio di ascoltare le storie di vita degli altri, le loro fatiche quotidiane, i momenti importanti che avevano segnato la loro storia. E svolgere questa attività mi forniva l’occasione per farlo.

Come arrivò l’ispirazione per Immobiliare Sociale?

Sostenere le persone in questo modo, per quanto mi fosse possibile, lasciava qualcosa di incompiuto: sentivo il desiderio di promuovere qualcosa con effetti anche tangibili. Ispirata dal brano evangelico della vedova che dona al Tempio le sue uniche due monete – un gesto dal valore inestimabile poiché privo di calcolo e attinto dal necessario, non dal superfluo – ho deciso che era arrivato il momento di gettare anch’io le mie monete nel Tempio. Ho pensato che, pur considerando la necessità di avere un reddito personale, potevo devolvere in beneficenza una parte del mio guadagno, ma una semplice percentuale non mi sembrava abbastanza. Volevo un gesto che avesse un peso reale, così ho deciso di rinunciare alla metà della mia provvigione netta.

Qual è il sogno che c’è dietro a questo progetto?

Mi piace immaginare che un giorno Immobiliare Sociale possa essere un vero punto di riferimento sul territorio, realizzando progetti strutturati per supportare le nuove generazioni. I giovani, soprattutto quelli che affrontano fragilità familiari ed economiche, esprimono un forte bisogno di ascolto e di orientamento. Hanno bisogno di guide autentiche, capaci di trasmettere il coraggio di andare oltre la superficie e di superare la paura di mostrarsi per quello che sono. A questo supporto umano desideriamo unire un’opportunità pratica: garantire l’accesso a un’attività lavorativa autonoma e redditizia. L’esperienza presso Immobiliare Sociale vuole essere per loro un vero trampolino di lancio, capace di offrire a ciascuno gli strumenti per poi camminare con le proprie gambe e realizzare i propri sogni. Vorrei che questa realtà fosse come un grembo materno per i desideri dei più giovani. Perché utilizzare il mio sogno per tentare di avverare quello degli altri, mi dà speranza che ognuno di noi possa fare la sua parte per cambiare le cose nel mondo.

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto superare per concretizzare quest’idea?

Senza dubbio lo scetticismo iniziale. Quando le persone ricevevano il progetto via mail, senza conoscermi di persona, si chiedevano dove fosse l’inganno; facevano fatica a credere che potessi donare il 50% del mio guadagno senza che ci fosse una dinamica nascosta. Fortunatamente, quando ho l’opportunità di incontrare le persone e raccontare a voce il desiderio profondo che ho nel cuore, i dubbi svaniscono: decidono di fidarsi e di intraprendere questa bellissima avventura insieme a me.

Com’è andata la prima operazione che avete fatto?

È stata un’esperienza davvero straordinaria. Grazie alla fiducia della Signora Giuseppina e alla vendita del suo immobile, abbiamo potuto devolvere una donazione all’ente benefico da lei scelto: il Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano. La somma di 3.200 euro è stata interamente impiegata per sostenere il progetto “Liceo Beroboka”: Beroboka è una zona rurale e poverissima del Madagascar e il progetto ha come obiettivo quello di costruire un Liceo locale dotato di 6 aule, una biblioteca, una sala insegnanti e uffici. L’opera è fondamentale per permettere ai ragazzi di completare gli studi, evitando loro i costi insostenibili di vitto e alloggio a Morondava e inoltre, anche quello di realizzare un pozzo d’acqua potabile, indispensabile sia per le necessità igieniche e alimentari degli alunni e della struttura di accoglienza, sia per sopperire alla totale mancanza di rete idrica statale nella zona. Quello che non potrò mai dimenticare di questa esperienza sono i volti dei bambini nel video proiettato durante la cerimonia di ringraziamento, e il sorriso della proprietaria nel vedere come, grazie al suo prezioso sostegno economico, ci si potesse prendere cura di loro.

Ma chi sceglie l’ente benefico a cui viene devoluta questa somma?

Il progetto si rivolge direttamente ai proprietari d’immobili che desiderano vendere casa: saranno quindi proprio loro a scegliere l’ente benefico a cui destinare la donazione, permettendo loro di sostenere la causa che hanno maggiormente a cuore.

E la donazione come funziona?

La donazione viene effettuata contestualmente alla firma dell’atto di compravendita. In sede di preliminare, il proprietario compila due titoli separati (assegno o bonifico istantaneo): uno intestato all’agenzia immobiliare e l’altro direttamente all’ente benefico. In questo modo, la somma non transita dai conti dell’agenzia, garantendo la massima trasparenza e l’immediato beneficio per l’organizzazione benefica.

Oltre alla soddisfazione di fare del bene senza costi aggiuntivi, ci sono anche dei vantaggi economici concreti per il proprietario?

Assolutamente sì. Essendo una donazione liberale a tutti gli effetti, se viene effettuata verso una realtà che prevede agevolazioni fiscali (come gli Enti del Terzo Settore), il proprietario ha la possibilità di portare l’importo in deduzione o in detrazione. Questo significa che potrà recuperare una parte della somma versata direttamente attraverso la successiva dichiarazione dei redditi.

Perché il proprietario dovrebbe fidarsi?

Perché forniamo in anticipo la simulazione dei conteggi e della quota che verrà devoluta. Perché i soldi non transitano dall’agenzia ma arrivano direttamente all’associazione. E perché il progetto Immobiliare Sociale, “Vendi casa e fai una buona azione”, nasce all’interno di Pellicciotta Immobili, un’agenzia storica a gestione familiare che opera nel settore immobiliare da oltre quarant’anni. Quarant’anni che non sono stati soltanto anni di case vendute o affittate, ma di persone incontrate, volti riconosciuti nel tempo, storie ascoltate e bisogni accolti. Quarant’anni di professionalità messa al servizio delle persone e delle loro esigenze.

Vuoi lasciarci un pensiero o un desiderio per il futuro?

Credere nei sogni è la speranza che tiene in piedi il mondo. Ognuno di noi custodisce un sogno e ha una missione d’amore unica e insostituibile da compiere: ci sono persone il cui destino è legato unicamente al nostro amore, opere e progetti che attendono solo la nostra impronta per esistere, e specifiche missioni che, se non portate a termine da ciascuno di noi, sono condannate a restare per sempre incompiute. Quindi, il mio pensiero è rivolto a tutti coloro che hanno smesso di credere, perché non è mai troppo tardi per lasciare un segno d’amore.

Giulia Pellicciotta